È scoppiata un’accesa disputa sull’etica del marketing tra il nuovo arrivato cinese di veicoli elettrici Li Auto e il colosso automobilistico Nissan, attirando l’attenzione delle autorità di regolamentazione cinesi. Quella che era iniziata come una battaglia per la quota di mercato nel segmento dei SUV di fascia media si è trasformata in un’indagine formale per verificare se le “campagne diffamatorie” coordinate vengono utilizzate per influenzare la percezione dei consumatori.
Il nocciolo del conflitto: accuse di sabotaggio digitale
L’attrito è scoppiato in seguito al lancio della Nissan NX8. Secondo l’ufficio legale di Li Auto, il lancio è stato accompagnato da un’improvvisa ondata di post online molto simili che mettevano a confronto l’NX8, spesso favorevolmente, con i modelli di Li Auto, come l’i6.
Li Auto ha sollevato diversi segnali d’allarme riguardo a questi confronti:
– Tempistica coordinata: è apparso un volume enorme di post in un arco di tempo molto ristretto.
– Indirizzi IP concentrati: l’impronta digitale di questi post suggerisce che abbiano avuto origine da luoghi specifici e centralizzati piuttosto che da discussioni organiche dei consumatori.
– Contenuti mirati: L’azienda sostiene che si tratti di “campagne diffamatorie organizzate” progettate per indebolire il proprio marchio.
In risposta, il capo della divisione NEV di Nissan, Wang Qian, ha sostenuto che la società “aderisce alle regole del settore e sostiene la concorrenza leale”, anche se si è fermato prima di affrontare le accuse specifiche di marketing coordinato.
Cambiare le dinamiche del mercato: una storia di due traiettorie
Questa disputa non riguarda solo i post sui social media; è un sintomo di un massiccio cambiamento nel panorama automobilistico cinese. I dati rivelano due aziende che lottano per la rilevanza in modi molto diversi:
Il ripristino automatico Li
Dopo un 2025 difficile, segnato da un calo delle consegne del 18,8% e da un calo dei profitti mentre l’azienda faticava a passare dai veicoli ad autonomia estesa ai modelli puramente elettrici a batteria, Li Auto ha visto una drammatica ripresa. All’inizio del 2026, l’azienda ha registrato un massiccio aumento del 173% su base annua delle consegne di marzo, guidato in gran parte dal successo del SUV elettrico a batteria i6.
La sfida Nissan
Sebbene Nissan mantenga una scala complessiva molto più ampia, la sua crescita in Cina non è uniforme. Gran parte del suo volume rimane legato a modelli legacy come la berlina Sylphy. All’inizio del 2026, Nissan ha registrato un calo delle vendite del 30% su base annua durante i primi due mesi, evidenziando le difficoltà che i tradizionali marchi di joint venture devono affrontare quando competono con agili produttori nazionali di veicoli elettrici.
Perché è importante: la battaglia per la classe media
La rivalità tra la NX8 e la gamma Li Auto evidenzia un “campo di battaglia” critico nel mercato cinese: il segmento 150.000–300.000 yuan ($22.200–$41.700 USD).
Questo è il punto debole per i SUV familiari e la concorrenza qui sta diventando sempre più aggressiva. Mentre i produttori nazionali di NEV (New Energy Vehicle) come Li Auto padroneggiano la tecnologia delle batterie e i software intelligenti, i giganti tradizionali come Nissan stanno lottando per difendere il loro territorio offrendo prezzi competitivi, come il prezzo di ingresso dell’NX8 di 159.900 yuan.
Questa convergenza tra marchi nazionali focalizzati sulla tecnologia e produttori tradizionali di joint venture sta creando un ambiente ad alta pressione in cui le tattiche di marketing vengono spinte ai loro limiti legali ed etici.
Intervento normativo
La polemica è ufficialmente andata oltre i confini del consiglio d’amministrazione. I rapporti del quotidiano finanziario Caijing indicano che il Ministero dell’Industria e della Tecnologia dell’Informazione (MIIT) cinese ha preso atto dell’attività online l’11 aprile. Secondo quanto riferito, il Ministero ha avuto colloqui con rappresentanti sia di Li Auto che di Dongfeng Nissan per indagare sulla natura del discorso online.
L’esito di questo controllo normativo potrebbe costituire un precedente per quanto “marketing comparativo” è consentito nel mercato ipercompetitivo cinese dei veicoli elettrici.






















