Secondo fonti vicine all’azienda, Apple sta finalmente mostrando un reale movimento sul fronte delle batterie per il suo veicolo elettrico di cui si vociferava da tempo. Secondo quanto riferito, l’azienda frutticola è in trattative in fase iniziale con due importanti giganti cinesi delle batterie: Contemporary Amperex Technology (CATL) e BYD. Si tratta di un cambiamento significativo rispetto alle precedenti speculazioni secondo cui Apple potrebbe collaborare con Hyundai o Kia per la produzione completa di veicoli. Sembra che questi colloqui si siano arenati, lasciando Apple a concentrarsi maggiormente sull’approvvigionamento dei propri componenti principali, in particolare sul sistema di accumulo dell’energia.
Perché Apple sta prendendo in considerazione CATL e BYD
Entrambi i fornitori sono pesi massimi nel settore dei veicoli elettrici. CATL è già il principale fornitore di batterie per Tesla, il che le conferisce una comprovata esperienza nella produzione in grandi volumi. BYD, nel frattempo, ha una catena di fornitura integrata verticalmente che la rende un partner interessante per una produzione efficiente in termini di costi.
Il problema? Apple richiede che questi produttori costruiscano impianti dedicati sul suolo americano. Questa esigenza deriva direttamente dagli attriti commerciali in corso tra Washington e Pechino. Per CATL, spostare le linee di produzione negli Stati Uniti rappresenta un enorme ostacolo finanziario. Le spese in conto capitale per le nuove strutture sono astronomiche e l’azienda ha tradizionalmente resistito a questo tipo di pressione di addomesticamento. Se Apple insistesse sulla produzione con sede negli Stati Uniti, potrebbe forzare un difficile compromesso o riportare il progetto nel regno delle speculazioni.
La tecnologia: batterie LFP più economiche
Reuters aveva precedentemente riferito che Apple sta sviluppando una batteria rivoluzionaria utilizzando la chimica del litio ferro fosfato (LFP). A differenza dei pacchi nichel-cobalto-alluminio (NCA) o nichel-manganese-cobalto (NMC) presenti nella maggior parte dei veicoli elettrici premium, le celle LFP sono significativamente più economiche da produrre e offrono una migliore stabilità termica. Scambiano una certa densità di energia con longevità e sicurezza, il che si adatta al probabile obiettivo di Apple di un prodotto durevole e di mercato di massa piuttosto che un’auto di nicchia ad alte prestazioni.
Questa non è la prima volta che LFP viene collegata al progetto Apple Car. Da quando sono iniziate le voci su Project Titan nel 2015, le specifiche tecniche sono rimbalzate. Ma l’angolo LFP ha senso per un’azienda che vuole ridurre i costi delle tradizionali case automobilistiche mantenendo margini elevati.
Che aspetto ha la scheda tecnica?
Mentre i dettagli finali rimangono riservati, l’analista Ming-Chi Kuo e altri osservatori del settore hanno messo insieme un probabile profilo basato sulla piattaforma E-GMP (l’architettura EV di Hyundai), a cui Apple era precedentemente collegata. Se l’Apple Car sfrutta tecnologie simili o fornitori simili, i numeri sembrano aggressivi:
- Autonomia: Oltre 500 km (circa 310 miglia) nel ciclo WLTP.
- Ricarica: carica dell’80% in circa 18 minuti utilizzando la ricarica bidirezionale da 400 V/800 V.
- Prestazioni: 0-100 km/h (0-62 mph) in meno di 3,5 secondi.
- Velocità massima: Limitata a circa 250 km/h (155 mph).
Queste cifre suggeriscono un veicolo che non cerca di essere il veicolo elettrico più veloce su strada, ma piuttosto il più conveniente e integrato. Il tempo di ricarica di 18 minuti è il principale elemento di differenziazione qui. La maggior parte dei concorrenti fatica a scendere sotto i 20 minuti per una ricarica dell’80%, quindi Apple punta a rendere l’esperienza di ricarica veloce quasi quanto un rifornimento di gas.
Il fattore di incertezza
Nonostante i discorsi sulla batteria, il quadro generale rimane oscuro. Rapporti recenti suggeriscono che ingegneri e dirigenti chiave focalizzati sulla guida autonoma hanno lasciato Apple. Ciò solleva dubbi sul fatto che l’azienda sia ancora impegnata nella costruzione di un’auto a guida autonoma o se abbia deciso di concedere in licenza la sua tecnologia senza conducente ad altre case automobilistiche.
La tempistica per il lancio è ancora dibattuta. L’uscita nel 2025 è considerata ottimistica da molti analisti, data la complessità dell’ingresso nel mercato automobilistico. Apple dovrebbe probabilmente concentrarsi su software, hardware autonomo, semiconduttori e integrazione dell’esperienza utente, facendo affidamento su partner per il telaio fisico e la produzione di batterie.
Vedremo un’Apple Car nei nostri vialetti? Le negoziazioni sulle batterie rappresentano un passo concreto, ma la confusione aziendale e gli ostacoli normativi suggeriscono che la strada verso la produzione è ancora lunga e tortuosa. Per ora, la batteria LFP è il pezzo più tangibile del puzzle.

Perché Apple potrebbe saltare Foxconn per il progetto Apple Car
Ming-Chi Kuo punta a una strategia più ampia di un semplice accordo OEM. Suggerisce che Apple probabilmente sta negoziando con più produttori per coprire diverse basi geografiche. Hyundai gestisce il mercato asiatico, General Motors domina gli Stati Uniti e Stellantis ha una forte posizione in Europa. Questo approccio multi-partner consente ad Apple di sfruttare le reti di produzione globali esistenti senza costruire i propri stabilimenti da zero.
Un nome è evidentemente assente da questo elenco: Foxconn.
Sembra controintuitivo dato il ruolo di Foxconn come assemblatore della maggior parte dell’hardware Apple. Il colosso taiwanese ha lanciato in ottobre la sua piattaforma MIH, un sistema completo di telaio e propulsione progettato per veicoli elettrici che vanno dalle berline ai SUV. Foxconn ha presentato MIH come “l’Android dell’industria dei veicoli elettrici”, un livello hardware open source utilizzabile da qualsiasi casa automobilistica. Apple, tuttavia, preferisce un controllo stretto e proprietario sul proprio ecosistema. Un modello di piattaforma aperta si scontra con questa filosofia, motivo per cui la partnership non è sul tavolo per l’auto Apple, nonostante le capacità di Foxconn.
Come funziona tecnicamente la partnership con Hyundai
Hyundai ha confermato i colloqui con Apple in una dichiarazione alla CNBC, sottolineando che le discussioni sono nelle fasi iniziali e nulla è finalizzato. Il colosso sudcoreano offre la piattaforma E-GMP, un’architettura dedicata ai veicoli elettrici che supporta la ricarica rapida a 800V. Questa infrastruttura è fondamentale per ridurre i tempi di ricarica e migliorare l’efficienza della batteria, un elemento chiave di differenziazione per un veicolo elettrico di fascia alta.
Apple potrebbe costruire il suo veicolo su questa spina dorsale. I rapporti indicano che gli ingegneri Apple stanno sviluppando una batteria proprietaria al litio-fer-fosfato (LFP). La chimica LFP è nota per la sua stabilità termica e la durata del ciclo più lunga rispetto alle batterie al nichel-cobalto-manganese (NMC) utilizzate da molti concorrenti. Se Apple abbinasse il proprio pacco batteria LFP al telaio E-GMP da 800 V di Hyundai, il veicolo risultante beneficerebbe sia di una velocità di ricarica avanzata che di un sistema di batterie potenzialmente più duraturo e più sicuro.
Apple non ha commentato questi rapporti, mantenendo il suo consueto silenzio sull’hardware non annunciato.
Quali ingegneri Tesla si sono uniti al team di auto autonome di Apple
Bloomberg riferisce che un piccolo team di Apple sta lavorando attivamente su un veicolo elettrico autonomo, con una potenziale finestra di lancio compresa tra cinque e sette anni. Il progetto non è teorico; Apple sta testando il suo stack hardware e software proprietario per la guida autonoma da almeno tre anni.
L’assunzione di talenti specifici segnala la portata del lavoro. Gli ingegneri di Tesla hanno aderito al progetto, alcuni concentrandosi sui sistemi di propulsione, altri sui protocolli di sicurezza e altri ancora sul design interno dell’abitacolo. Ciò è significativo perché Tesla è l’attuale leader nell’intelligenza artificiale basata sui veicoli e nella raccolta di dati sulla guida autonoma. Il talento di un concorrente diretto suggerisce che Apple sta colmando il divario tra l’esperienza di guida nel mondo reale e la fusione dei sensori.
Secondo quanto riferito, è coinvolto anche il team che gestisce i processori Arm personalizzati di Apple, la stessa architettura presente su iPhone e Mac. Ciò implica che il cervello del veicolo funzionerà su silicio personalizzato, probabilmente ottimizzato sia per l’infotainment che per le attività di guida autonoma. La segretezza che circonda questo team è notevole, soprattutto perché Apple in genere applica rigorosi accordi di non divulgazione con i partner. Il riconoscimento pubblico dei colloqui da parte di Hyundai rappresenta una rara violazione di quel silenzio, suggerendo che i negoziati sono andati oltre la fase iniziale del sussurro.























