L’ascesa e la caduta della coupé-decappottabile

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Il panorama automobilistico ha subito un cambiamento radicale negli ultimi due decenni. Un tempo segmento affollato caratterizzato da auto sportive versatili e con tetto rigido retrattile, la categoria delle “coupé-convertibili” (CC) è quasi scomparsa. Oggi, la Mazda MX-5 RF è una sopravvissuta solitaria in un mercato che un tempo era traboccante di modelli del genere.

La rivoluzione Mercedes-Benz

L’era delle coupé decappottabili è stata inaugurata in gran parte da Mercedes-Benz a metà degli anni ’90. Cercando di creare un’auto sportiva accessibile, il produttore ha considerato l’enorme successo della Mazda MX-5 come prova del concetto. Tuttavia, volevano offrire qualcosa di più di un semplice roadster con capote morbida.

La soluzione fu il “Vario top”, un innovativo tettuccio rigido elettroidraulico presentato sulla Mercedes SLK nel 1994. Questo sistema consentiva ai conducenti di trasformare il proprio veicolo da un elegante coupé in un roadster aperto in soli 25 secondi. Il meccanismo era un’impresa di ingegneria:
– La struttura del tetto in alluminio è sdoppiata sopra il lunotto.
– Il cofano del bagagliaio è inclinato verso l’alto per consentire al tetto di ripiegarsi in un vano dedicato dietro i sedili.
– Il processo si è concluso con la chiusura del portellone del bagagliaio e lo scivolamento della cappelliera in posizione.

Un successo che definisce il mercato

Il design della SLK fu uno sforzo di alto livello, guidato dal leggendario designer Bruno Sacco e con il contributo di Michael Mauer (che sarebbe poi diventato una figura fondamentale in Porsche). L’obiettivo era offrire un’esperienza “senza compromessi”, unendo la sicurezza e l’estetica di una coupé con la libertà di una decappottabile.

Anche se il pesante meccanismo aggiungeva circa 33 kg al peso dell’auto, il compromesso ne è valsa la pena. Il tetto Vario era ampiamente considerato come uno dei sistemi convertibili più sofisticati mai prodotti. Questo vantaggio tecnologico, combinato con un design elegante e un prezzo relativamente accessibile di £ 30.000, ha portato a vendite esplosive. Mercedes-Benz inizialmente prevedeva una domanda annua pari a 30.000 unità, ma la SLK ha infranto le aspettative vendendo 55.000 unità nel suo primo anno intero.

L’era dell’imitazione

Il successo della SLK scatenò un’ondata di concorrenza in tutto il settore. Ciò ha portato a inevitabili domande riguardanti la proprietà intellettuale e l’influenza del design. In particolare, Peugeot ha introdotto la propria coupé decappottabile nel 1998, una mossa che ha attirato l’attenzione perché il suo designer, Murat Günak, aveva precedentemente lavorato al progetto Mercedes SLK.

Perché sono scomparsi?

Mentre il testo fornito si concentra sull’ascesa del segmento, la scomparsa delle coupé decappottabili solleva importanti domande sulle tendenze automobilistiche moderne. Il declino di questa categoria può essere attribuito a diverse priorità mutevoli nel settore:
Peso ed efficienza: i componenti meccanici pesanti necessari per i tettucci rigidi sono in conflitto con gli obiettivi moderni di riduzione del peso del veicolo per migliorare l’efficienza del carburante e l’autonomia elettrica.
Complessità e costi: I motori complessi e i pozzi di stoccaggio aumentano i costi di produzione e i requisiti di manutenzione a lungo termine.
L’ascesa dei SUV: La preferenza dei consumatori si è spostata pesantemente verso crossover e SUV, che offrono un’utilità più pratica rispetto ai coupé specializzati a due posti.

L’era della coupé-convertibile fu una breve finestra high-tech nella storia automobilistica in cui l’ingegneria risolse il compromesso tra protezione dalle intemperie e guida all’aria aperta, per poi essere alla fine messa da parte dalle nuove esigenze di efficienza e utilità.