I prezzi record del carburante innescano un giro di vite del governo contro le truffe sui prezzi

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I prezzi del carburante in Australia sono saliti a livelli senza precedenti in mezzo alle crescenti tensioni globali, spingendo il governo federale a minacciare un severo giro di vite sui sospetti aumenti dei prezzi. Il tesoriere Jim Chalmers ha promesso di perseguire le imprese accusate di sfruttare gli automobilisti, promettendo un’azione decisiva contro gli ingiusti aumenti dei prezzi.

L’impennata dei prezzi: una crisi globale e locale

L’impennata dei prezzi della benzina e del diesel non è un fenomeno esclusivo dell’Australia. Anche il Regno Unito e gli Stati Uniti stanno registrando livelli record, con il carburante che raggiunge i 4 dollari al gallone (circa 1,54 dollari al litro). Tuttavia, la Commissione australiana per la concorrenza e i consumatori (ACCC) rileva che i prezzi australiani sono aumentati più velocemente dei costi internazionali del petrolio a seguito dei recenti conflitti, sollevando preoccupazioni sui prezzi opportunistici.

Nella settimana terminata il 29 marzo 2026, il prezzo medio nazionale della benzina ha raggiunto i 2,53 dollari al litro, in netto aumento rispetto ai 2,38 dollari della settimana precedente e ai 2,27 dollari del mese precedente. I prezzi del diesel hanno seguito l’esempio, attestandosi in media a 3,10 dollari al litro, un aumento significativo rispettivamente rispetto a 2,82 e 2,58 dollari.

La città di Perth ha vissuto il salto più drammatico, con prezzi aumentati di 59,5 centesimi al litro tra il 20 febbraio e l’11 marzo. Questo picco ha spinto l’ACCC a chiedere trasparenza ai principali rivenditori, tra cui 7-Eleven, Mobil, BP, Chevron, United Petroleum, Viva Energy ed EG Australia.

Risposta del governo: sanzioni e sgravi accise

Il governo non sta fermo. Chalmers ha sottolineato che l’aumento delle sanzioni e dei poteri dell’ACCC messi in atto da quando il governo è entrato in carica verrà utilizzato per garantire l’equità. L’ACCC ora emetterà multe immediate a coloro che saranno ritenuti colpevoli di manipolazione dei prezzi.

Per fornire un sollievo immediato, il governo federale ha anche annunciato un dimezzamento temporaneo dell’accisa sul carburante. A partire dal 1 aprile 2026, l’accisa scenderà da 52,6 centesimi al litro a 26,3 centesimi, facendo risparmiare agli automobilisti circa 14,47 dollari su un rifornimento standard di un serbatoio da 55 litri in un veicolo come la Toyota RAV4. Una riduzione simile si applicherà ai diritti di utenza stradale per i veicoli pesanti per mitigare i costi di trasporto.

Garantire che il risparmio raggiunga i consumatori

Interrogato su come garantire che i rivenditori trasferiscano i tagli alle accise sui consumatori, Chalmers ha affermato che i poteri rafforzati dell’ACCC consentiranno sanzioni rapide e severe contro chiunque tenti di intascare i risparmi invece di ridurre i prezzi alla pompa. Il messaggio è chiaro: le truffe sui prezzi non saranno tollerate.

Livelli di riserva: stato attuale della fornitura

Nonostante la crisi, l’Australia mantiene sufficienti riserve di carburante. Il ministro dei cambiamenti climatici e dell’energia Chris Bowen riferisce di circa 39 giorni di benzina e 30 giorni di diesel in stoccaggio, con importazioni che arrivano a “livelli record”. Ciò suggerisce che le carenze di offerta non sono il motore immediato degli aumenti dei prezzi, rafforzando l’attenzione su potenziali pratiche tariffarie sleali.

L’intervento del governo segnala un fermo impegno a tutela dei consumatori. La combinazione di una maggiore applicazione delle norme e di sgravi delle accise mira a stabilizzare i prezzi del carburante e a prevenire ulteriore sfruttamento durante questo periodo di incertezza globale.