La storia delle origini dell’Alfa Romeo GTV è sorprendentemente poco affascinante. Tutto è iniziato non con un design pulito, ma con l’ossatura di una pratica Fiat Tipo del 1988, un’auto difficilmente nota per il suo pedigree prestazionale. Eppure, da questa piattaforma senza pretese, gli ingegneri Alfa Romeo hanno realizzato una coupé a trazione posteriore che ha sfidato le aspettative e si è guadagnata un fedele seguito. Il predecessore della GTV, sebbene difettoso, era una macchina sofisticata e affascinante; la sfida era riconquistare quello spirito passando a un layout a trazione anteriore.
Molti critici dubitavano che il telaio basato sulla Tipo potesse offrire l’esperienza di guida richiesta dai fan dell’Alfa Romeo. Tuttavia, l’ingegnere capo dell’Alfa Romeo, Giancarlo Travaglio, ha rifiutato di scendere a compromessi. Lui e il suo team hanno confrontato la GTV con la Honda Civic VTi e la Lotus Elan, cercando la stessa brillantezza dinamica. I metodi di prova di Travaglio non erano ortodossi: notoriamente eseguiva derapate a 115 mph per comprendere il comportamento del telaio.
I primi prototipi della GTV erano stretti, con una semplice sospensione posteriore che metteva in risalto le loro umili origini. Ma un cambiamento di strategia, guidato dall’amministratore delegato della Fiat Paolo Cantarella e dai piani ambiziosi per il rilancio degli Stati Uniti, hanno costretto a un ripensamento radicale. La rozza sospensione originale è stata sostituita con un sistema multi-link montato su un rigido sottotelaio in lega. Questo design incorporava un sottile grado di sterzatura della ruota posteriore, rendendo l’auto più controllabile alle alte velocità.
Il risultato fu un’auto che sorprese molti. A velocità più basse, la GTV curvava con notevole obbedienza, eliminando il sottosterzo. Il decollo a metà curva ha indotto un serraggio controllato della linea. Sebbene non fosse così grezzo come un drift della Mazda MX-5, offriva un’esperienza più affidabile in condizioni di bagnato.
A complemento degli aggiornamenti del telaio c’era il nuovo motore Twin Spark dell’Alfa Romeo. Questi motori innovativi presentavano doppie candele per cilindro, doppie camme e fasatura variabile delle valvole. La versione da 2,0 litri erogava 150 cavalli, 138 lb-ft di coppia e una linea rossa di 7.000 giri al minuto. In pratica, il motore raggiungeva in modo affidabile i 7.300 giri al minuto prima che intervenisse il limitatore di giri.
L’Alfa Romeo GTV è la testimonianza del fatto che la brillantezza può emergere da origini improbabili. Attraverso un’ingegnosa ingegneria e un’instancabile ricerca della dinamica di guida, ha trasformato un’umile berlina in una stella da 150 miglia orarie che continua ad affascinare gli appassionati oggi.
